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Iene ho dette

Posted febbraio 24th by pmadeddu in Le brioches del BAReddu

Davide Parenti spiega il suo programma – quello che piace ai giovani. Perché fa ridere, giusto?

Ovunque si trovi la televisione di oggi, Le Iene ci sono già state. Non c’è programma più indefinibile, non c’è frullatore di immagini e concetti più coerente e insieme contraddittorio. Perché sono divertenti, ma anche raggelanti. Perché li chiamano moralisti con la stessa frequenza con cui li chiamano – col termine più fastidioso degli ultimi vent’anni – irriverenti. Perché sono intelligenti, ma anche deficienti (vedi L’Appoggiatore e Bugs, vera goliardia da gita scolastica).

Davide Parenti, 53 anni, il caposquadra, non è celebrato e temuto quanto il suo collega e amico Antonio Ricci di Striscia la Notizia. Ma ci è entrato in casa migliaia di volte. Mixer, Mi Manda Lubrano, Ultimo Minuto, Scherzi a Parte, Milano-Roma, Matrix, Mai Dire Gol, Mai Dire Tv, La Sai L’Ultima, Turisti Per Caso.

In effetti, ci entra in casa così spesso che viene da chiedergli: “Ma cosa vuoi?”

Invece ce lo chiede lui, sospettoso. “Ma di cosa volete parlare?”

Di televisione.

Ma la gente sta abbandonando la televisione. Io ne guardo molto meno, ci sono alternative – il satellite, internet. Poi, la gente guarda la tv facendo altro.

Voi però andate sempre bene.

Facciamo un programma onesto e credo che il pubblico ce lo riconosca. Mai fatto una cosa finta, mai fatto cazzate. Il programma è trasparente e si vede. Secondo un’inchiesta di Repubblica, il nostro indice di credibilità è inferiore solo a Striscia e a Fabio Fazio. E secondo me, non siamo primi solo perché non siamo in onda tutto l’anno.

Ma che programma fate, esattamente? Satira, balletto, scherzi…

Non c’è nessun programma che ci somigli.

Allora c’è un giornale che vi somiglia?

No, non c’è un giornale che ha questa quantità di atteggiamenti diversi nei confronti della vita, che  mescola avventura e scherzo, una cosa terribilmente seria e una stupidaggine quasi imbarazzante come Mortacci Tua, cioè gli insulti ai vip di quei deficienti dei Bugs. Neanche all’estero, neanche in America c’è un programma così. Lo stesso format argentino da cui siamo partiti nel 1997 ha le incursioni, ma non ha le inchieste. Noi abbiamo tutto ciò che può stare in televisione… Siamo un mix di Scherzi a Parte, Mixer, Mi Manda Rai Tre – l’unica cosa che non siamo è un talk show.

E’ un’impressione o ultimamente c’è un po’ di vento contrario? Il famoso critico del Corriere ultimamente storce il naso.

E’ nel loro diritto. Penso dipenda dalla razione sovrabbondante. Noi diamo il risotto migliore in circolazione, ma ne diamo un chilo. Ci piacerebbe fare un programma più breve, e non andare fino a tardissimo; ma come tutti, da X Factor a Maria De Filippi, facciamo prime serate interminabili per avvantaggiarci dello share di fine serata. Ce lo chiede la rete, quindi lo facciamo.

Dal punto di vista degli ascolti, cos’è che funziona sempre e comunque?

L’intervista come formato, il sesso come argomento. Anche se il sesso ultimamente funziona un po’ meno. Internet ha saturato il porno, e lo spettatore delle undici non è più in cerca di un’immagine per farsi… ehm. No, niente. Però l’argomento pruriginoso porta picchi più facilmente. La tv che funziona è fatta di sesso e comicità. E noi cerchiamo di usarli con onestà. Mostriamo le cose che piacciono a noi. A me gli insulti dei Bugs, oggettivamente, fanno ridere. Sono totalmente gratuiti. E tuttavia, se fanno ridere, non sono gratuiti.

E’ interessante che nonostante i tanti sketch apertamente stupidi abbiate una credibilità enorme.

Questo programma è diventato così perché tutti noi che ci siamo dentro abbiamo portato tutte le nostre esperienze, che vanno dalle barzellette alle inchieste. Questo programma è fatto da cento persone, che fondamentalmente si sono scelte. Anche nelle diversità ideologiche ci sono punti di contatto. Lucci, vicino a Pif, vicino a Golia… le persone che sono qui sono politicamente eterogenee ma il tratto comune è l’atteggiamento serio, direi di gente che non cerca scorciatoie. Molti di noi potevano fare sia i gangster che i poliziotti. Qui c’è dentro un po’ dell’uno e un po’ dell’altro.

La tv oggi ricorre molto a quella che chiami incursione.

Ma non l’abbiamo inventata noi. In Italia avevano iniziato Siusy Bladi in Lupo Solitario, andava a rovistare nella spazzatura di Forattini, o a parlare con la portinaia di Umberto Eco. Poi Chiambretti, all’inizio, quando inseguiva i politici. E poi Striscia. Però tra noi ci sono artisti dell’incursione, come Lucci quando è in forma.

Qual è la cosa in assoluto più scomoda che avete fatto?

Questo programma piace a tante persone fino a che non si occupa di loro. Ci siamo occupati di tutto e abbiamo fatto incazzare tutti. In qualunque schieramento politico.

A cause come state?

Bene. Facendo questo lavoro siamo diventati avvocati. Sappiamo sempre quali ripercussioni avrà ciò che facciamo. I servizi sono fatti con le attenzioni necessarie. E infatti abbiamo perso una volta sola, ma non sbagliando.

Di cosa si trattava?

Della droga in Parlamento. Siamo stati condannati dal Garante per aver leso l’immagine del Parlamento. L’abbiamo lesa NOI, non chi si droga. E nota bene, non abbiamo nemmeno detto chi era positivo alla cocaina, perché noi stessi non lo sapevamo.

C’è chi dice che siete moralisti.

E’ vero. Noi diciamo “Ma che cazzo, non si fa!”. Noi andiamo da uno psichiatra 55enne che si inchiappetta una 16enne anoressica, e andiamo a dirgli “Non si fa!” Andiamo lì e facciamo la parte di chi dice “Non si fa”.

Vi arrivano continuamente segnalazioni. Davanti a cosa vi fermate?

Ah, vediamo di tutto. L’altro giorno un tipo è venuto con un filmato in cui aveva un rapporto orale con un tipo vestito da prete – chissà chi era. E voleva andare in tv. Certo che ci fermiamo, noi abbiamo lo stesso atteggiamento responsabile di un padre di famiglia che legge, poniamo, Avvenire. Ma anche la modernità: a noi interessano le cose che interessano a tutti. I famosi servizi sulle troie per strada, li abbiamo fatti perché avevamo una curiosità che è quella di moltissimi, su un’abitudine di 10 milioni di italiani. Poi è vero, ci facciamo gli ascolti, ma io li trovo interessanti – non ero mai stato a troie, io lungo i viali mi chiedevo sempre come funzionava.

Beh, ora sai tutto.

Ci sono un sacco di persone al mondo che sono diverse da te e tu se non sei un cretino sei curioso, vuoi capire. Se il 33% dei politici italiani sniffa, significa che la droga è MOLTO diffusa, e noi ne parliamo senza problemi, è un aspetto della vita. Alla fine noi trattiamo le cose per quello che sono.

Che cosa dobbiamo pensare di quello che la televisione ha creato intorno ad Avetrana?

Non è solo televisione, è anche la cultura delle persone. La televisione ha fatto quello che fa la televisione. Non vedo niente di strano in quello che ha fatto la signora conduttrice di RaiTre. Avremmo fatto tutti quello che ha fatto lei. E ci ha fatto un culo così perché eravamo proprio contro di lei… Se giochi a calcio e c’è una palla da spingere in porta, pazienza se il portiere è inciampato.

Non è bellissimo.

Però non è scorretto. Nessuno gli ha dato una gomitata.

Ma trent’anni fa sarebbe successo?

Trent’anni fa è successo Vermicino.

Vero, ma non c’era un congegno che portava a questo, non c’erano trasmissioni apposta. Fu epocale perché successe più o meno spontaneamente. Chi l’ha Visto e altre trasmissioni sono contenitori concepiti per questo.

Ci sono un sacco di programmi che su Avetrana hanno fatto risultati molto importanti. Questo andrà avanti per chissà quanto ancora, anche se abbiamo scarnificato tutto quello che potevamo. Hanno sbudellato il cadavere e adesso stanno sezionando i pezzettini con la lente, hanno alimentato la cosa, ci hanno anche detto… – no, questo non posso dirlo. Comunque alla fine non è una cosa che riguarda noi. Riguarda l’informazione.

Voi fate anche informazione. Riguarda voi. Riguarda noi. Riguarda lo spostare il limite. Diciamo che Vermicino trent’anni fa non era nell’aria. Per questa cosa di Avetrana, era tutto pronto.

La tv si nutre di queste tragedie. Perugia, Cogne…! Quanto è durato Cogne? Matrix, Porta a Porta, quando hanno l’omicidio torbido sono imbattibili. Matrix ha fatto il 42% su questa storia… Meglio che stia zitto. Ma tutti si tuffano sul cadavere.

Par di capire che le Iene non fanno la morale agli sciacalli.

Le persone possono avere una morale, la tv, non necessariamente. La tv non fa bene né a chi la guarda, né a chi la fa. Nessuno è diventato migliore facendo televisione. Specie chi va in video. Perché entri nelle case delle persone gratis, e la gente ti dà un affetto che tu non meriti, perché sei lo stronzo di prima e più di prima. La gente invece ti pensa migliore di quello che sei. Quelli di noi che non vanno in video invece l’affetto se lo devono conquistare con il sorriso, con le buone azioni. Per questo, se non altro, chi non va in tv è migliore.

(pubblicato dal settimanale Vita)




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