Mtv Italia è con noi da quasi dieci anni. E’ palesemente e orgogliosamente una tv di giovani stronzi per un pubblico di giovani stronzi – ok, fin qui niente di nuovo; ma c'è un particolare non trascurabile: a farla sono dei giovani stronzi ricchi, a guardarla, dei giovani stronzi che vorrebbero essere ricchi, ma non lo saranno mai – però hanno un sogno: una nazione governata da Mtv, che in fin dei conti è il sogno fatto balenare dalle sue pubblicità e dei suoi video, in cui tutti sono fighi e ricchi. Quindi, Mtv non è che la versione giovane del mondo promesso da Silvio Berlusconi al pubblico di Canale 5, e come tale va tenuta d’occhio fin da adesso – perché con rapidità maggiore rispetto a Forza Italia, sta già piazzando in mezzo a noi i suoi ideologi di punta. Eccoli qui insieme, con tre manifesti ideologici complementari ancorché alternativi e di sssinistra, apparsi nell’ultimo mese su giornali e riviste che giustamente se li coccolano. A voi decidere chi sia il nuovo miracolo italiano che si sta per abbattere su di noi.

"Vi supplico fate qualcosa: imparate un passo di danza, qualcosa che vi giustifichi, che vi dia il diritto di essere vestiti della vostra pelle e del vostro pelo. Imparate a camminare e a ridere perché sarebbe troppo stupido alla fine che tanti siano morti e che voi viviate senza fare niente della vostra vita". Charlotte delbo. Ho letto questa frase a casa di una mia amica, una scritta sul muro che ti accoglie all'ingresso... orca! Così tra un involtino primavera e un insalata di bambù e tofu ci siamo ritrovati ad analizzare le nostre vite alla luce di quelle parole appese al muro.
Da quanto tempo non imparo un nuovo passo di danza? E da quanto non rido di pancia senza un vero motivo e senza una meta non cammino fino a consumarmi i piedi? Da troppo! E cosa sto facendo per giustificare la mia vita e far sì che non sia stupido che tanti siano morti? ...(occhio al momento saudade profonda)...
Come se non bastasse, la sera dopo sono andata a vedere Fiorello e all'uscita del MazdaPalace sentivo uno strano mix di emozioni. Lui sicuramente aveva tutto il diritto di "vestire la sua pelle e il suo pelo"... che invidia!! ma perché non prendiamo il lato positivo, uno come Fiorello potrebbe servire da stimolo a una generazione forse un po' annichilita e viziata, morale: andiamo tutti di corsa ad iscriverci a un corso di sirtaki!!
(Camila Raznovich)

La gerontocrazia, uno dei grandi mali del paese è lo specchio di una società immobile, incapace di rinnovarsi, compressa negli stretti binari di un determinismo sociale che nel nuovo assetto post-ideologico del nostro sistema politico, non fa che conservarla e anzi ampliarne il dominio. Il concetto di emancipazione, diventato un ferrovecchio negli anni 80, torna a essere l’obiettivo da raggiungere. Oggi ancora più di ieri, se nasci i una casa senza un libro, non leggerai; senza un disco, non ascolterai musica; eccetera. Se non appartieni, non sei. Se appartieni, ti aspetta una lunga, lunga gavetta.
Insomma una società che, giustamente, conserva (miracolosamente) la capacità di battersi per i diritti di tutti – quelli sacrosanti più vessati dal cattolicesimo oscurantista, delle donne e degli omosessuali – non sembra essere sensibile al problema del rinnovamento: perché nessuno ha proposto, oltre alle quote rosa, le quote giovani? Perché non prevedere che una percentuale della rappresentanza parlamentare vada agli under 35? Perché non prevedere, oltre ai tetti minimi (c’è un’età minima per tutto: eleggere, essere eletti, diventare Primo Ministro, diventare presidente) anche un tetto massimo?
(Massimo Coppola)

Caro Rolling Stone, io nel 1976 avevo un anno e stavo a Londra, ma mia cugina Jennifer ne aveva ben 13 (e ti farà piacere sapere che mia mamma ne aveva 25). Nel 1978 però i miei hanno fatto la scelta punk di trasferirsi sul lago di Lugano, nel piccolo mondo antico di Fogazzaro with rocks. Sono tornata a vivere a Londra nel 1997 e durante il trasloco, quando sono scesa dal camion in pieno centro, a St. John’s Wood dietro gli Abbey’s Studio, mi si è avvicinato quello che sarebbe diventato il mio vicino. Era Pihilp Sallon (che si è presentato definendosi "il punk guru di Boy George" e che vedete nella foto qui a fianco) (non c’è nessuna foto, NdR). Era vestito con hot pants bianchi elasticizzati tipo ciclista, era scalzo e a torso nudo e aveva al collo un medaglione che gli arrivava all’ombelico. Nel medaglione c’erano acqua, brillantini e il simbolo di Vivienne Westwood. Aveva i capelli ricci tinti neri e si trastullava con un calippo (arancia o limone). Insomma, appena ho messo giù il piede dal camion dei traslochi, Philip mi ha fatto il tezo grado e in 32 secondi mi ha spiegato che la casa dove stavo andando ad abitare era stata di Boy George, che lui aveva creato Billy Idol, che la Vivienne era una sua cara amica, che Bowie era un fratello e che aveva anche inventato Patsy Kensit. Mentre mi allontanavo, ha urlato: "Ho notato che non hai il televisore. Ne vuoi uno?" al che, due minuti dopo, me lo sono trovato in casa con una tv tra le braccia. Gli ho detto: "Te lo restituisco tra una settimana". Quel televisore l’ho tenuto 11 mesi. Siamo diventati perfetti vicini di casa, anche se pensavo fosse un mezzo mitomane. Qualche mese dopo in aeroporto ho sfogliato la biografia di Boy George e ho trovato le foto di Philip vestito da punk e seduto su una poltrona elisabettiana (ornata da due enormi falli) di proprietà di Boy George, che lo definiva il suo migliore amico e la sua sister. Insomma, Philip non aveva raccontato cazzate, era davvero il punk guru. Riusciva a mettere insieme persone che rappresentavano la scena creativa di Londra. Quando mi affacciavo, lo vedevo stretto in una macchina strapiena di drag queen e tra finte Marilyn e Rita Hayworth mi urlava: "Vuoi venire?"
(Victoria Cabello)